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Renzi alla Leopolda: "faccio due mandati". Civati, "parla come Berlusconi"

Il premier: "Qui parla l'Italia che crea posti di lavoro".

Matteo Renzi parla dal palco della Leopolda al 'suo' popolo e lo esorta "a non cambiare ma a cambiare l'Italia". Poi si avventura in un'affermazione che farà discutere: "Io al massimo faccio due mandati nello spirito della Leopolda. Al massimo arrivo al 2023". Parole insomma che sanno di 'autorottamazione'. Ma dall'ex amico Pippo Civati arriva però una bocciatura pesantissima: "Renzi ormai parla come Berlusconi".

"Qui parla l'Italia che crea posti di lavoro". Così Matteo Renzi apre la giornata di lavoro alla Leopolda numero 5, la kermesse più cara all'ex sindaco di Firenze che proprio qui, ormai un lustro fa, diede inizio alla scalata del Paese. "Stiamo facendo un lavoro molto serio sui contenuti: 52 tavoli stamattina e 52 nel pomeriggio. Ma per un paio di ore ascolteremo storie di impresa: grandissime aziende, alcune tra le più grandi in Italia, chi vive l'esperienza dell'impresa sociale e storie di piccole imprese. L'obiettivo è riuscire a raccontare come anche in tempi di crisi si possa fare impresa", dice Renzi introducendo alcuni interventi tra cui Brunello Cucinelli e Patrizio Bertelli. "C'è una polemica in corso perché nella manovra abbiamo recuperato un po' di denari dalle slot machine - ha detto Renzi -. Polemiche che penso e spero possano essere superabili".

Dal recinto del PD arrivano però le prime - prevedibili - critiche. "Penso che più imbarazzante della contro manifestazione della Leopolda non ci sia niente". Lo sottolinea Rosy Bindi, a margine della manifestazione della Cgil, a chi gli chiede se la partecipazione della minoranza Dem al corteo possa imbarazzare il Pd. "Spero che Renzi ascolti questa piazza", aggiunge.

Altra stoccata arriva dal deputato Pd Stefano Fassina. "E' una lettura sbagliata che non riconosce come questa manifestazione sia per il lavoro e lo sviluppo, per correggere Jobs act e legge di stabilità", afferma Fassina a margine della manifestazione della Cgil. E sulla Leopolda aggiunge: "Avrei voluto che il segretario del Pd avesse organizzato una manifestazione di tutto il partito, un'assemblea dei circoli" al posto della kermesse fiorentina.

A Susanna Camusso risponde invece il ministro delle riforme Maria Elena Boschi in una intervista al Tg5: "Non c'è nessuna conta e nessuno scontro" tra chi è in piazza a Roma e chi è alla Leopolda a Firenze. "Qua ci diciamo in faccia cosa non funziona, ma facciamo anche delle proposte".

La tirata d'orecchie più amara, forse perché viene proprio da un ex alleato, cofondatore della Leopolda 1.0, è quella di Pippo Civati. "Quello che sta dicendo negli ultimi giorni Renzi è quello che diceva Berlusconi. Quando dice che ci sono un milione di persone in piazza e sessanta a casa Renzi fa una citazione letterale di Berlusconi. Era il 2002 e io ero in piazza". Io "avevo invitato Renzi a venire qui ma non è venuto", risponde poi a margine della manifestazione della Cgil a chi gli ricorda le parole del premier Matteo Renzi che ieri aveva affermato come la Leopolda fosse anche 'casa' di Civati. Poi una bordata a proposito delle parole del finanziere con base a Londra Davide Serra, che proprio da Firenze ha chiesto di limitare i diritti di sciopero ai lavoratori della pubblica amministrazione: "Mi sa che alla Leopolda c'è anche una delegazione della destra repubblicana statunitense....".

Non solo consenso
"Io almeno producevo ricchezza. Mentre i parlamentari?". Sulla base dei guadagni di una vita questa è una delle domande che Mario, un ex metalmeccanico di Piombino rivolge al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, approfittando della bacheca messa a disposizione di quanti non sono riusciti a sedere a uno dei 100 tavoli di confronto e di idee della Leopolda5.



Semplici post-it colorati che raccontano il sentire di alcuni cittadini sulle questioni sociali, sulle esigenze degli immigrati e dei richiedenti asili politico, ma anche su altre più delicate come l'eutanasia, e c'è anche chi non vuole rendere pubblico il proprio contributo al tavolo di concertazione e lascia una busta bianca chiusa, così come c'è chi ringrazia, forse ironicamente, le scelte fatte da Renzi sui fondi di pensione complementare. Come ogni kermesse che si rispetti, poi, c'è anche qualche critica per l'organizzazione: "La formazione dei tavoli segreta - si legge di un post it - all'ultimo momento è un segnale tutt'altro che inclusivo. Delusione".

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