Firenze, scatta lo stop ai mezzi inquinanti ma solo per le imprese

Cioni e Tonini (Cna): "Le deroghe al provvedimento? Non pervenute. La politica locale gioca a scaricabarile"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
30 marzo 2021 13:20
Firenze, scatta lo stop ai mezzi inquinanti ma solo per le imprese

Ad oltre un mese dall’annuncio del divieto di accesso alla Ztl di Firenze e alle direttrici dei Viali per gli automezzi diesel fino a Euro 4 e delle immediate richieste di sospensione del provvedimento da parte di CNA, dopo che il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione per rinviare le restrizioni e che Regione Toscana e Comune di Firenze hanno richiesto una deroga per gli artigiani, tutto tace. O meglio, dai Palazzi della politica locale si comunica di non aver ricevuto notizie in merito all’esito delle richieste avanzate a Roma e, a meno di novità in zona Cesarini, domani, 31 marzo, scatterà il blocco.

“Un fallimento della politica locale. Duplice. Perché non è riuscita a comprendere come le spese repentine richieste alle imprese per sostituire il parco macchine siano impossibili da sostenere adesso, dopo che un anno di pandemia ha messo al tappeto il sistema imprenditoriale. E perché, in un rimpallo di competenze tra enti locali che assomiglia pericolosamente alla rodata ‘tecnica dello scaricabarile’, non è (al momento) riuscita ad ottenere un rinvio che altre regioni, che pure dovevano ugualmente attenersi alle direttive europee sullo smog, hanno ottenuto in 3 giorni” commenta Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana.

Il riferimento del presidente degli artigiani fiorentini va alla sospensione del provvedimento fino al termine dell’emergenza sanitaria ottenuto dalla Lombardia (ordinanza 675 dell’8 gennaio 2021), con l’accordo del Ministero dell’Ambiente, dopo che la questione era tornata nuovamente alla ribalta il 5 gennaio, avvicinandosi la data di entrata in vigore del provvedimento (11 gennaio). E la Lombardia non è sola, ma in buona compagnia: Veneto, Emilia Romagna e Piemonte.

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“Semplice buon senso perché accanto alle ragioni di ordine economico, ci sono anche quelle dell’emergenza epidemiologica – commenta Luca Tonini, presidente di Cna Toscana - Le restrizioni al trasporto pubblico e alla mobilità privata e le misure di sicurezza adottate per limitare il contagio risultano infatti incompatibili con un ulteriore intervento restrittivo sulla mobilità individuale”.

Un immobilismo, una scarsa comprensione del quadro d’insieme, decisioni prese più di pancia che di testa, difficoltà nell’organizzazione e gestione della cosa pubblica che, presentandosi troppo frequentemente (dalle modalità dell’ultimo passaggio in zona rossa a quelle delle vaccinazioni), preoccupano l’associazione.

Quanto ai contributi regionali previsti per la sostituzione dei diesel euro 4, CNA ritiene non siano sufficienti, sia perché rivolti al solo Comune di Firenze e non all’intera Città Metropolitana (altro ente contattato invano da CNA), sia perché scarsi tanto in valore assoluto, che come quota percentuale (50%) di copertura dei costi: “spese che adesso nessuna impresa può sostenere, non solo le piccole, ma anche quelle più grandi come provano le deroghe concesse dal provvedimento al comparto pubblico, alle aziende ad esso collegate e a quello sociale” concludono Cioni e Tonini.

Niente stop infatti per i veicoli inquinanti del trasporto pubblico locale, del servizio di igiene urbana, Forze di polizia, Forze Armate, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Pubbliche assistenze, Misericordie, manutenzione delle infrastrutture pubbliche e così via.

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