DI COSA PARLARE STASERA A CENA

La lentezza amministrativa mette a rischio il Pnrr

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Con una seconda puntata, più approfondita, il Sole 24 Ore, con l’esperienza nel settore di Giorgio Santilli, torna a far capire, con garbo, che qualcosa si sta inceppando nel meccanismo che dovrebbe portare a rendere veloci e realizzabili i progetti infrastrutturali fisici del Piano nazionale di ripresa, cioè tutta la parte composta da investimenti ferroviari, stradali, portuali. Insomma, la roba pesante, un po’ vecchio stile, e per la quale servirebbe polso e modi spicci e non visionarietà convegnistica. Il ministro Enrico Giovannini, statistico, conosce bene numeri e tendenze del paese. Forse ha meno chiara l’esigenza di superare i blocchi sui quali va a sbattere quasi sempre l’azione amministrativa. Le nomine di sua competenza nei comitati che dovranno sostituire alcuni poteri intermedi e accelerarne l’operato ancora non si vedono. Sembra che ci sia una certa timidezza nell’affrontare i custodi della lentezza, i protettori della frenata, i detentori del diffuso potere di interdizione. Sarebbe un peccato sprecare questo che, in più occasioni, è stato definito un momento magico per le realizzazioni pubbliche. E Mario Draghi oggi ha detto come e con quale piena convinzione il governo intende impedire le infiltrazioni criminali nell’applicazione del Piano nazionale. Un tema importante in sé, ma anche utile a sgombrare il terreno da altri appigli per il rallentamento e il contrasto all’azione pubblica.

  

  

Le tre "cose" principali

Fatto #1

Azzardiamo che i temi legati alla realizzazione e alla accelerazione delle opere pubbliche finanziate a partire dal Piano nazionale potrebbero essere in cima al repertorio del centrodestra e, se lo volessero, specificamente della Lega. Non in esclusiva, ovviamente, ma ci si potrebbe aspettare che il cuore e la propaganda, almeno dei due partiti più a destra nella maggioranza di Mario Draghi, battessero su questi argomenti, anche per superare la ripetizione stantia delle tirate sui pericoli dell’immigrazione, su quota 100 per le pensioni, sul nazionalismo economico. Una scelta che avrebbe ancora più senso quando, come sembra, almeno i no vax più esagitati, tra l’altro quasi tutti già no euro, cominciano a non avere più la sponda leghista. Matteo Salvini celebra l’uscita dicendo che chi va via lui lo saluta e tanti auguri. Ma, dietro a questa sicurezza c’è, in realtà, il timore di non capire più il proprio partito. Salvini ha avuto un ruolo nella fase arrembante, ma fatica molto ora che le cose stanno cambiando.

 

Fatto #2

Forse l’economia italiana corre più veloce delle analisi fatte, a cadenza fissa, dai maggiori istituti di analisi economica e, perciò, anche il 5,9% di risalita del Pil nel 2021, indicato oggi dall’Ocse, potrebbe essere oggetto di ulteriore revisione al rialzo. Intanto, comunque, è importante vedere come e perché produzione, consumi ed export in Italia stanno andando forte. Ma c’è anche tanto altro nell’economic outlook dell’Ocse, dal ruolo delle banche centrali nei mesi più difficili della pandemia alle previsioni sul commercio mondiale. C’è anche l’espressione della fiducia nella capacità di gestire la crisi di Evergrande da parte delle autorità cinesi senza traumi eccessivi. E, invece, che succede con i tassi negativi nel medio termine? Qualche problema con la bolla immobiliare?

 

Fatto #3

Papa Francesco fa sapere che sta bene.

 

 

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